Studio Ghibli, un grande museo

Mitaka, quartiere nel quale si trova il Museo Ghibli, dove per arrivare si costeggia un fiume che scorre in una zona residenziale di villette mica male, in stile giapponese moderno.

Lo Studio Ghibli, con a capo il maestro d’animazione più famoso del mondo Hayao Miyazaki, ha prodotto ben 22 film d’animazione, tra cui Totoro, il castello errante di Howl, la città incantata e tante altre.
Tra i suoi lavori ci sono anche serie come Heidi o Lupin III, sono sicura che almeno uno dei suoi capolavori seppur non conoscendone il nome, lo avete apprezzato a qualsiasi età!

Avere i biglietti non è così semplice: bisogna innanzitutto decidere una data che non sarà possibile modificare, decidere un orario anche in base a quelli disponibili e prenotarli il prima possibile.
La cosa migliore è prenotarli dal sito http://www.ghibli-museum.jp/en/ticket-information/ dove saranno disponibili dal 10 del mese precedente, e consiglio, soprattutto se in alta stagione, di prenotarli appena scocca l’ora x, perché vanno via che è un piacere. Altrimenti vi sono altri metodi per fare il biglietto in Giappone, cercando i rivenditori ufficiali, ma nessuno vi garantisce di riuscire ad averli, e sarebbe un peccato.

 

 

La prima indicazione all’entrata del parco dove si trova il museo non tradisce nessuna aspettativa, mi sento quasi nel cartone di Totoro.
Seguiamo la strada che affianca il prato dove ragazzi giocano a pallone e arriviamo finalmente all’entrata.

 

 

 

Quello che ci si presenta è un grande edificio, dai colori improbabili e purtroppo la vegetazione secca non crea l’effetto magico che mi sarei aspettata da uno studio d’animazione, ma in ogni caso il grande totoro all’entrata ci invita ad entrare.

All’interno non è possibile fotografare, quindi descriverò un po’ a parole quello che ci siamo ritrovati davanti.
Dopo aver fatto il biglietto, con il quale hai diritto anche ad assistere ad un cortometraggio inedito nel teatro all’interno, ci dirigiamo verso la prima sala.

Qui vi è una presentazione generale della pellicola. di come funziona e di come è stata creata, con alcuni sketch dei suoi film. Opere d’arte che riprendono i suoi capolavori, il tutto ha un’aria mistica e ci sentiamo dei bambini affascinati.

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Le scale in quest’edificio sono degne del nome dello studio, e bisogna fare attenzione  a dove portano, perché si incrociano per raggiungere tutti gli spazi.
Al piano superiore abbiamo una riproduzione fedelissima dello studio del maestro, con bozzetti autentici che ci fanno immaginare il momento della loro creazione.
Risultati immagini per studio ghibli museumInutile dire che la visita nonostante il museo non fosse enorme, è durata delle ore, per assaporare ogni schizzo e ogni linea a matita.

A fianco alla palestra di palline di plastica per intrattenere i bambini, c’è l’ala adibita ad una cosa che adoro: il cibo! Vi sono tutte le riproduzioni dei piatti più famosi di questi film, come l’uovo e pancetta che Calcifer cucina per Howl e combricola, oppure la torta di Kiki… Chi ha visto i film, sa benissimo che nonostante siano disegni, sono talmente realistici da far venire l’acquolina in bocca!
Il giro propone plastici, bozzetti, immagini e addirittura la riproduzione delle cucine più famose.

Ma non è ancora ora di mangiare, perché con una scala a chiocciola che ricorda una voliera con i rampicanti, arriviamo sul tetto, dove si trova fiero il gigante del film Laputa. La foto qui è permessa, e non possiamo che ammirarne la solennità.

Ci aspetta il cortometraggio inedito nel teatro, che essendo super affollato ha terminato i posti, ed è così che ci accomodiamo sugli scalini. Nemmeno questo tradisce le aspettative, simpatico e commovente allo stesso tempo, siamo contenti di aver avuto l’onore di poterlo vedere. La storia di un ragno che vive anche sott’acqua e di una zanzara, che si innamorano, cercando di sfuggire ai grandi pericoli che si trovano nel laghetto dove vivono le loro giornate.

Il giro si conclude con il magico negozio di souvenir, dove non posso che acquistare qualcosa. Purtroppo del mio film preferito, il castello errante di Howl, non c’è molto, e questo un po’ mi dispiace, ma acquisto comunque un puzzle e un portachiavi a forma di fuliggine, dalla città incantata.

Come giudizio finale mi sento di ribadire che si tratta di un museo, e non di un parco divertimenti. Quello aprirà nel 2022 a Nagoya e sarò presente. Forse anche un po’ per l’effetto magico del One Piece Museum, mi aspettavo qualcosa di più, come ad esempio più riferimenti e riproduzioni dei personaggi delle storie, quindi si, mi sono fatta troppe aspettative, ed è l’unica volta che un pochino sono rimasta delusa. Ma se siete appassionati, una visita è comunque d’obbligo, vi rimarrà lo stesso un bel ricordo.

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