Shibamata

Il Giappone è bello in ogni angolo, ma i punti d’interesse turistici sono molti e spesso sovraffollati.
Ovviamente dipende sempre dal periodo e dall’orario, ogni mese ha i suoi pro e contro; nel nostro caso Gennaio è stato un mese fortunato, non ha piovuto mai, il clima era mite, tanto che a Tokyo col sole ci siamo trovati ad andare in giro senza giacca.
Certo, la vegetazione era al suo limite e sicuramente un ciliegio in fiore o uno sfondo di foglie arancio avrebbero dato un tocco in più al tutto, ma anche le luci e lo spirito delle feste ha coinvolto i nostri amati templi e sicuramente le code che di norma ci sono in alta stagione, erano praticamente inesistenti.
Insomma, bisogna sempre valutare.

Vero anche però, che rimango siti turistici, e una bella mattina ci siamo svegliati pensando, dove andremo oggi? Dove posso vedere un Giappone più storico ma non allontanandomi troppo da Tokyo?
Ecco, per la verità era già stato programmato tutto per non lasciare nulla al caso, ogni meta selezionata e ogni luogo studiato nei minimi dettagli.
Ma il punto resta comunque lo stesso: Shibamata.

Si tratta dell’ambientazione di una nota serie in Giappone, Otoko wa tsurai yo!, dove scesi dalla stazione si trova la statua del protagonista del film Torasan, e da qui comincia la via in pieno stile Edo che ci porterà al tempio Shibamata Taishakuten.

Torasan

Qui l’architettura rimane quella di un tempo e i vari negozietti vendono souvenir interessanti.
Il primo che attira la nostra attenzione è pieno di giochini, del tipo che costano pochi Yen e tra una settimana perdono d’interesse, ma è veramente pieno. Non ho mai visto un negozio con tante cose “inutili” al suo interno. Eppure la gente entra, pure noi ci troviamo all’interno.
E ci rimaniamo per una ventina di minuti abbondanti, perché riconosciamo un sacco di personaggi degli anime che piacciono a noi.

Chi propone cibo non manca, cibo tipico della zona, sottolio e con salse particolari.
Un negozio dedicato ai souvenir delle rane mi chiama, adoro questi anfibi e carico lo zainetto di portafortuna e oggettini carini.

Tra ventagli, odori e souvenir, arriviamo al tempio in fondo alla strada.
L’entrata al cortile è gratuita e potrete immergervi nella pace del luogo, con incensi per la purificazione e campane per richiamare l’attenzione della divinità in preghiera.
L’entrata principale è ricoperta di incisioni elaborate che rappresentano i 12 animali dell’oroscopo cinese. Dopo di che vi sono passerelle in legno che collegano ai vari angoli del tempio.

Shibamata è stata una boccata d’aria fresca, nel senso che si tratta di un altro tipo di Giappone, non ancora visto nel nostro viaggio.
E gennaio è stato fondamentale, perché eravamo gli unici turisti nei dintorni e ci siamo goduti appieno ciò che il quartiere aveva da offrire. Niente code, niente masse di gente disordinata e niente rumori molesti.

Qualche ora sarà sufficiente, magari una mattinata con annesso pranzo in uno dei localini poco turistici che troverete tra le vie.

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