Harajuku, l’eccentricità racchiusa in una strada!

Abbiamo una mattinata a disposizione per goderci Harajuku, l’eccentrico quartiere dov’è possibile assaporare il Giappone più trasgressivo.

Usciti dalla metro troviamo una sfilza di negozi, e il primo al quale facciamo tappa vende dolci. Lecca lecca enormi e caramelle di ogni tipo profumano di zucchero l’aria; ma la cosa più affascinante è vedere davanti a noi come vengono fatte le strisce di caramelle gommose.
Commessi in divisa appoggiano sul bancone che da sul pubblico i dolci, impastano e tirano strisce colorate che poi si trasformeranno in caramelle, molto affascinante!

Usciti, l’aria è frizzante ma il sole, benché sia gennaio, scalda abbastanza da costringerci a togliere la giacca. Ci stiamo dirigendo verso il Meiji-Jingu, santuario dedicato all’omonimo imperatore, e la giornata crea un contrasto stupendo tra l’azzurro del cielo e il verde degli alberi che lo circondano.

Il grande arco dedicato, invita al percorso che segue nel bosco, portando appunto, al tempio. Maestoso davanti a noi, colmo di gente che prega, respiriamo l’armonia del posto. Incensi accesi e bancarelle con ogni augurio possibile colorano il piazzale.

I barili di sakè donati in onore del defunto non mancano, dando quel tocco ancora più orientale, al quale ormai ci stiamo abituando.

Può essere un’idea intraprendere uno dei sentieri che si addentrano nel bosco, per esplorare la zona. Addentrandosi un pochino. si può scovare la pace anche in uno dei quartieri più caotici di Tokyo.

Torniamo invece sui nostri passi: ci stiamo dirigendo verso Takeshita Street, la via più eccentrica di Tokyo. Qui vi è un ammasso di gente, allegria e frenesia in ogni angolo ci travolgono; sconcertante come il tutto cessa di colpo non appena si giunge alla fine della strada.

Stiamo osservando ciò che offrono i negozi, incuriositi: abbiamo una varietà incredibile di costumi, da cosplay, gotici e tutto ciò che il vostro cervello riesce ad immaginare. I negozi di parrucche seguono a ruota, di tutti i colori e di tutte le lunghezze: Avete sempre sognato di avere i capelli di Sailor Moon? Questo è il posto che fa per voi!

Una ragazza in stile gotico ci invita ad entrare nel suo mondo: gioielli di ogni tipo, con le croci, i pugnali e i teschi; lei va molto fiera dei suoi oggetti, e sembra quasi di essere in un altro mondo, lontano dai colori di takeshita street.

Tornando all’esterno, veniamo catturati nuovamente dal profumo di zucchero: questa volta abbiamo il piacere di osservare come viene fatto lo zucchero filato multi color. Enormi (sono davvero grandi!) nuvole di cotone che passa dal verde, all’azzurro, al rosa; tutte simili ma nessuna uguale all’altra. Le code, considerato il numero di gente, sono abbastanza lunghe, ma comunque sempre impeccabilmente ordinate.

Alcuni ragazzi con i capelli verdi stanno facendo uno spettacolino al margine della strada, con la marea di persone che gli passa accanto.
Troviamo principalmente insegne di ristoranti italiani, dai nomi improbabili e spesso non sense, che lasciamo alle nostre spalle.

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Ci imbattiamo perfino in un Mc Donald, per non parlare dei negozi di frittelle dolci o pancake dagli aspetti colorati, degni della via, che fanno gola a chiunque!

Stanchi della calca, intraprendiamo una viuzza laterale: come avessimo cambiato paese, qui è praticamente deserto, qualche negozio, parrucchiere, bar desolato, ma si respira certamente un’altra aria.

Per concludere la nostra mattinata dobbiamo soltanto decidere dove mangiare: una marea di ristoranti internazionali fanno capolino sulla via: messicano, italiano… noi optiamo per un hamburger veloce, il tempo a disposizione non è molto ma la fame si fa sentire.
Rimaniamo soddisfatti (ma mai come a Shibuya) e riprendiamo la via del ritorno verso la metro.

Ed ecco che un membro dei gruppo ci stoppa: c’è un pokemon che bisogna assolutamente catturare!
Applicazione di gioco aperta, pokemon go, ci appostiamo nella zona prescelta, dove un altro gruppo di giapponesi sta tentando la stessa sorte. Le persone qui, alcune con il telefono, altre armate di tablet, hanno qualsiasi età; addirittura un anziano signore seduto sulla panchina, sta schiacciando freneticamente il dito contro lo schermo, tentando di vincere la battaglia!

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