Asakusa, Melon Pan dove sei?

-Usciamo dalla metro, in una via trafficata di Tokyo, che ci fa perdere per un attimo l’orientamento. Quasi impossibile credere che nei dintorni si trovi un complesso come il Senso-ji.
Ma oramai non dovrebbe più stupirci nulla, non trovate?

Svoltiamo a sinistra verso il grande ponte sopra al Sumida, un fiume che offre delle belle passeggiate nel caso abbiate più tempo a disposizione. Ci fermiamo immediatamente: di nuovo una battaglia di Pokemon! E mentre tutti concentrati sfidano il mostro di turno, in silenzio salgo le scale di pietra e sbircio lo schermo dei tablet giapponesi, tutti appostati nella zona.
Chi si arrende e se ne va, chi vince: la battaglia finisce, e uno dopo l’altro tornano alla loro vita di sempre.

Dall’altra parte del ponte si trova la fabbrica della famosa birra Asahi, con la scultura chiamata dai nipponici “cacca d’oro“, capirete immediatamente perché, guardando l’immagine.

La sera sta calando, le luci si accendono, ed è giunto il momento di avviarsi verso il Senso-ji. Quindi facciamo retro-front e seguiamo la strada tra negozi e ristoranti che si stanno risvegliando.

Oggi siamo alla ricerca di una chicca particolare: il Melon Pan. Si tratta di un grosso panino, stile tartaruga, ma morbidissimo e ricoperto di zucchero.

Lo si può trovare semplice, da mangiare appena sfornato, oppure con svariati condimenti, come il gelato al matcha, panna montana e altre golosità da aggiungere a vostro piacimento.


Il mio primo Melon Pan è stato ad Hiroshima, sotto forma di merendina avvolta nella plastica, al bar del museo. Buono, ma ovviamente non paragonabile a quello fresco che distribuiscono alle bancarelle. In particolare, come sopra citato, ad Asakusa: qui il Melon Pan ve lo consiglio, è una squisitezza!

Sbuchiamo in una via laterale, e davanti a noi si presentano una vastità di bancarelle di ogni genere. Profumi e colori, uno spettacolo che rispecchia tutta la gioia nipponica delle feste.
Siamo immersi tra ventagli e bambolotti, ma il profumo si sente… dove mai sarà il nostro melon pan?
Chiediamo indicazioni, e tagliando tra scorci e bancarelle arriviamo: eccolo lì, caldo e profumato che come nei cartoni animati lascia una scia che ti agguanta per il naso e ti trascina alla cassa, con le monete già in mano, senza sapere da dove tu le abbia tirate fuori.
Beh, che dire, F-E-N-O-M-E-N-A-L-E!

Il Senso-ji chiude la via colorata e festiva, e si raccoglie in un maestoso complesso, considerato un grande simbolo di pace e rinascita per i giapponesi.
All’entrata la famosa lanterna di carta Kaminarimon, enorme e rossa, con i caratteri giapponesi dipinti di nero.
Segue la vista del padiglione principale con la statua di Kannon, divinità al quale è dedicato, e la pagoda di cinque piani che colora il cielo di rosso.

Facendo un giro nei dintorni, troverete tanti ristoranti e negozietti tipici, una passeggiata necessaria per immergersi ancora una volta nelle vie in pieno stile giapponese, con le lanterne che illuminano il paesaggio.

La cena però non la consumeremo qua, perché la vista di Tokyo dalla Mori Tower ci sta aspettando!

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2 comments

  1. A dir poco spettacolare! Sai i tuoi articoli sul Giappone mi piacciono molto, perché si vede che ci dedichi molto impegno e sopratutto sei un’appassionata di questo paese come lo sono anch’io! Grandissima! 😉

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