Creta e il Minotauro curioso

Una settimana di pausa, per non perdere il ritmo.

E dove andare allora, per godersi un po’ il caldo di fine stagione, senza spendere un capitale?
Perché non la Grecia?
Ed eccoci in aeroporto, in partenza per Creta!

Sì, non ero mai stata in Grecia (che vergogna), ma la storia greca è un po’ in ognuno di noi, con le varie letture che studiavamo a scuola. Ah questi greci!
Con i miei fedeli amici, partiamo da Verona, verso la magica isola di Creta.
Abbiamo a disposizione pochi giorni, 3 pieni per l’esattezza, ed essendo molto grande abbiamo dovuto fare una selezione.

 

Noleggiamo l’auto, il modo senz’altro più comodo e conveniente per spostarsi in tutta tranquillità rispetto al nostro itinerario.
E quì, piccola parentesi, finchè si percorrono strade lunghe e lineari, tutto bene, ma nei centri delle città agli incroci, si va a sentimento. Nel senso che forse i greci non sono stati ben informati delle regole stradali, o forse i cartelli che scarseggiano non aiutano, fatto sta che quando ti sembra il momento, tu vai. Niente di più.
La prima tappa è senza dubbio il palazzo di Cnosso, con annesso labirinto. L’età del bronzo ha senz’altro lasciato un bel sito ai giorni nostri, ed ecco che ci catapultiamo direttamente nella Grecia che mi aspettavo: quella antica e ricca di leggende.
Armatevi di cappello, perché il sole sulla testa si sente eccome, essendo il sito relativamente grande.

Nel pomeriggio ci spostiamo a Spina Longa, l’isola dalle spiagge immacolate, con il mare cristallino da far paura. I fondali sono sabbiosi e perfetti se volete fare una bella nuotata senza pensieri. Non è sempre facile raggiungerle, dovuto anche alla presenza di scogli e vegetazione incolta, ma se riuscite a farvi largo con un po’ di coraggio, ecco le spiagge che la gente non prende d’assalto.

Il secondo giorno lo dedichiamo al trekking nelle gole di Imbros. Avrete senz’altro capito che viaggiare in mia compagnia significa stare sempre in moto. Voto a favore di un pomeriggio a bordo piscina o in spiaggia, ma mi piace prendere il più possibile dai posti in cui vado, quindi andare all’esplorazione è il punto fondamentale.
Dicevamo. Le gole di Samaria sono le più famose dell’isola, ma troppo lontane da Malìa, dove noi alloggiamo. Ecco che Imbros diventa un buon compromesso, anche in termini di tempo di percorrenza.
Non sono particolarmente impegnative, se poi percorse verso il mare è tuttalpiù discesa. Chiaro però che le scarpe comode sono d’obbligo!
Pranzo al sacco, paesaggi interessanti e nuovi amici lungo il percorso, come le simpatiche capre selvatiche che popolano l’isola, arriviamo alla fine.

8 km di gole, e dobbiamo ritornare alla macchina. Come? Alla modica cifra di 5 euro un pick-up nero ci carica (assieme ad altre persone, tante altre persone) sul cassonetto (il che mi fa dubitare della sua totale legalità), regalandoci un divertimento a fine giornata non del tutto indifferente.
Chiudiamo la serata con uno stop in spiaggia a farci un riposino, con il tramonto che ci saluta.

Terza mattina dedicata alla piscina, per poi ripartire in direzione del sito archeologico di Festo! Nulla a che vedere con Cnosso, ma comunque reso interessante dalla storia che lo circonda. A pochi km si trova Matala, la scenografica spiaggia famosa per gli hippy che negli anni 70 la frequentavano.
Bellissima con il suo fondale di sassolini e le grotte scavate nella parete della montagna che sembra racchiuderne la bellezza. Qui aspettiamo il tramonto, forse il più bello, mangiando in uno dei ristoranti in riva al mare.
Con grande stupore, la piccola spiaggia ha anche un retro scena molto interessante: salendo dietro ai ristoranti, vi è una piazza con annesso mercato (che ricorda tanto il marocco), dove spettacoli, musica e tante persone ravvivano la serata!
Peccato sia l’ultima sera prima di partire alla scoperta di Santorini, e non poterci godere l’atmosfera festosa!