Nel verde (polvere e non) di Uji

Mattinata ventosa. Il clima oggi non è ben definito e con il treno veloce stiamo andando in una zona ancora più ventilata di Kyoto: Uji.
Uji è una bella cittadina poco distante dall’ex capitale, che non viene spesso inserita nei tour basici del Giappone. Visitabile in mezza giornata, è decisamente uno scorcio interessante nella storia del paese.

La città custodisce uno dei templi che ai giapponesi sta più a cuore, ovvero il tempio della fenice, il Byodo-in.
Arriviamo poco dopo l’apertura, poca gente e il sole va e viene.
Si apre davanti a noi questo splendido tempio con annesso laghetto, che riflette l’immagine delle fenici d’oro posizionate sul tetto (anche se siamo giunti alla conclusione che somiglino più a polli che all’immagine di fenice alla Harry Potter a cui siamo abituati).
Da quanto amano questo luogo, che simboleggia la rinascita come la fenice dalle sue ceneri, esso è raffigurato dietro alla moneta da 10 Yen. E quindi monetina alla mano e foto mainstream.

Il parco in sé non è molto grande. Se siete interessati al costo di pochi Yen è anche possibile visitare la sala del grande Buddha, per un numero limitato di persone, ad un numero limitato di visite giornaliere. Dura pochi minuti, e la spiegazione è in giapponese. Un vero peccato in realtà, vedere tante teste che con ammirazione fanno “aaah” e “oooh”, e noi che invece proviamo per lo meno a guardare nella direzione giusta, immaginando solamente cosa possano aver detto.
Un signore, vedendoci completamente spaesati, ci fa capire con un inglese molto inventato che il terzo occhio del Buddha cambia colore se lo si guarda dentro la stanza, rispetto a fuori. “Aaah!”

Uji è conosciuta anche per il Matcha. Troverete infatti una miriade di negozietti che vendono una quantità spropositata di polveri. Non saprei dirvi se a buon prezzo o meno, non mi intendo affatto di varietà di the giapponese, ma sicuramente se siete degli appassionati è un luogo interessante dove spendere i vostri soldi.
Per pranzo non possiamo non provare dei soba al matcha, un connubio interessante che personalmente ho gradito molto. E nonostante fosse uno dei primi locali nei paraggi del tempio, anche ad un prezzo ragionevole.

 

La giornata ad Uji si conclude girovagando per la città, oltre il ponte e per stradine assai deserte (immagino non sia la stagione migliore per vedere la città in tutto il suo splendore), ma lasciandoci comunque scorci interessanti di una vita semplice, che fa scordare di essere in uno dei paesi più popolati al mondo.

Foto di Gianluca Guetti

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