Fushimi Inari: un must, non così must

Un pomeriggio dal tempo assai mutevole. Quale idea migliore se non tornare a vedere l’incantevole Fushimi Inari?

Chi si ricorda, sa che nel mio viaggio precedente siamo andati a visitarlo di notte. Per cambiare, quest’oggi intraprenderemo la scalata di pomeriggio.

Quello che sicuramente colpisce appena scesi dal treno non è l’enorme torii che incornicia il santuario vero e proprio, e nemmeno le mille offerte di birra disposte perfettamente in ordine: è la calca di gente che sotto capodanno viene a visitare uno dei templi più famosi del Giappone!

Non ci facciamo scoraggiare, perché oggi la nostra avventura sarà leggermente diversa. Intraprendiamo la scalata come sempre seguendo la massa. Ma vi ricordate il piccolo santuario a cui si accede deviando il percorso sulla destra? Questo congiunge tramite una camminata nel bosco, alla cima del monte Inari. Il tutto lasciando completamente nella pace dei sensi la scarpinata.

Foto di Gianluca Guetti

La cosa interessante è che non viene mai citata questa strada, eppure merita davvero. Il percorso offre molti scorci interessanti, alcuni sono degli spazi delineati dove si trovano lapidi e torii rossi, un po’ come percorrendo la strada principale, ma più isolati e immersi nella quiete. Acqua che scorre e silenzio più assoluto, decisamente meglio del caos che si riscontra dall’altra parte.

Sbuchiamo sugli orti degli anziani che vivono appena sotto al monte, con alberi di pompelmo squisiti (come faccio a saperlo?) pieni di frutti e recinzioni per i cinghiali, che scorrazzano per la montagna.

 

Ecco che un’ultima salita tra piccoli torii e in mezzo al

Foto di Gianluca Guetti

verde e ai gatti ruffiani che tendono agguati miagolando, ci ricongiunge alla scarpinata originale, portandoci sulla cima del Fushimi Inari.

E come già detto, la fine non è nulla di eclatante, è tutto il complesso a lasciare senza fiato, e quindi torniamo indietro, per la famosa strada principale. E indovinate? Non c’è più nessuno, perché il sole sta tramontando e le kitsune sono pronte a lanciare maledizioni. E il percorso si accende grazie alle lanterne, creando l’atmosfera perfetta di un pomeriggio perfetto, dove anche il complesso più famoso del Giappone è diventato solo per noi.

Alla prossima avventura!

2 comments

  1. GRAZIE.
    perchè ad agosto non siamo riusciti ad andare. eravamo in giro in bicicletta. abbiamo fatto la passeggiata del filosofo e poi 5 templi, ci stavamo sciogliendo e non siamo riusciti a trovare la voglia per andare a visitare questo tempio, quindi grazie per avermici portato ora.

    Piace a 1 persona

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