I mochi più buoni sono a Nara!

Mancano pochi giorni al capodanno e alla tratta che ci porterà a Tokyo. L’ultimo giorno a Kyoto lo passiamo in trasferta, perché questa città merita sempre un po’ di attenzione per i suoi simpatici ospiti: andiamo a Nara!

Questa mattina non siamo più in tre, si aggiunge a noi Sara, una ragazza delle nostre parti che sta facendo il suo primo viaggio in Giappone. Starà con noi per i successivi tre giorni.

Ciao Sara!

Domenica mattina, il sole splende e per una gran botta di deretano siamo riusciti a trovare posto in treno. Il viaggio è lineare, e c’è chi dorme come sempre.

Daniela e il cervo che spartiscono un biscotto

Arriviamo presto in città, e poco dopo eccoli: i cervi della città di Nara, che ci accolgono importunandoci per un biscotto.
Come dicevo, è una domenica sotto le vacanze di Natale e lo si nota benissimo dalla dinamicità dei dolci animaletti: sono più tranquilli del solito perché le loro pance sono decisamente più piene, grazie ai biscottini che i tanti turisti hanno acquistato per loro.

Come al solito, foto di rito e passa il tempo, forse già un’ora, ma è da mettere in conto, impossibile resistere al fascino di quei piccolini.

Educati quanto i giapponesi in quanto a buone maniere, hanno l’abitudine di inchinarsi in risposta ai saluti della gente. Si meritano proprio un altro biscottino!

Foto di Gianluca Guetti

Prossima fermata Tosho-gu, un’occhiata veloce all’entrata, con la massa di gente che fluisce all’interno, per poi andare finalmente a pranzo (eh si, è già mezzogiorno passato). Omuraisu! La frittata giallissima che si apre sul riso al pomodoro, un piatto semplice ma delizioso.

Siamo alla volta del maestoso Todai-ji! La coda per entrare è lunga ma scorrevole, è il tempio più importante di Nara, quindi non possiamo non farci un salto.
Il percorso per raggiungerlo da un’idea della vastità del tempio, più piccolo del 30% rispetto ad un tempo (e comunque immenso), fino a quando il grande viale non si affaccia finalmente sulla stanza principale. Il Buddha gigante catturerebbe l’attenzione di chiunque. Una statua imponente, colorata d’oro, che silenziosamente fa stare tutti con la punta del naso all’insù.

La visita non dura troppo, il padiglione è pieno di gente, ma ci siamo portati a casa delle meraviglie imperdibili anche oggi.

Come ultima tappa, non può assolutamente mancare una visita ai mochi più famosi della città. Ammirare come viene prodotta la pasta glutinosa verde, è un vero spettacolo. Due uomini si alternano, uno a mani nude e uno con una grande mazza, battendola forte in questo “tronco cavo”. Dopo di che viene inserita in questa macchina che riempie di mochi (devono sfornarne veramente una marea) con anko, la pasta di fagioli dolcissima, e vengono serviti caldi.
Non ho mai mangiato un mochi che fosse così buono, ancora mi pento di non averne presi a vagonate.

 

Bene, è giunto il momento di muoversi. Per concludere la giornata, essendo di strada, stiamo andando in direzione Osaka.

E la serata si conclude tra street food e grandi luci, la città delle insegne! Un meritato sushi, il primo della vacanza, che ci riempie le pance accompagnato da sake, in compagnia di nuovi amici.

Al prossimo giovedì! Foto di Gianluca Guetti

 

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