Ramen e magici incontri a Kawagoe

Mattinata in direzione Kawagoe.
Muoversi verso i templi in questi giorni è rischioso, troppa gente e troppe code. Puntiamo quindi come da programma verso altri luoghi interessanti.
Questa piccola cittadina fuori Tokyo è rimasta in pieno stile edo, con le case in legno e i fantastici negozietti di souvenir dalle cianfrusaglie più disparate. Non fraintendetemi, cianfrusaglie lo uso in modo positivo, perché benché molte delle cose vendute siano pressoché poco funzionali, sono talmente ben confezionate e belle che non si può non acquistare qualcosa.

Dopo un’immersione nel mondo dei magici aggeggi giapponesi, è la volta del pranzo.
Ed ora vi racconto la parte più emozionante della giornata:
Troviamo un piccolo locale di ramen, uno di quei posto da “il Giappone che vorrei”, composto da un bancone che separa nettamente il locale con due corridoi, uno dove la nonnina che gestisce il tutto può muoversi a malapena, stile granchio, e l’altro dove gli sgabelli che si affacciano sul piano, altrettanto fanno sulla strada. Letteralmente. Se mentre mangio mi sporgo indietro con la schiena, senza schiodare il sedere, supero le tendine divisorie e mi affaccio in strada.
Ci sono 7 sgabelli e attendiamo il cambio per poterci accomodare vicini. Qui il ramen costa solamente 500 Yen, di un tipo solo, una porzione decisamente grande, preparata dal marito della vecchietta, che sta in uno stanzino affianco, anch’esso a misura d’uomo.

Il pranzo è pronto in poco tempo, e ci viene servito dalla nonnina. Sorprendentemente delizioso. Si accomoda poco dopo un uomo vestito bene, che divora il suo piatto alla velocità della luce, come solo i giapponesi sanno fare.
Prima di congedarsi distinguiamo le parole “Gaijin-san”, ovvero straniero in forma molto rispettosa, e poco dopo capiamo che ci ha offerto il pranzo.
Rimaniamo senza parole, ringraziando mille volte l’altruistico gesto di un perfetto sconosciuto, ravanando negli zaini in cerca di qualcosa da donargli in cambio, ma purtroppo non abbiamo nulla e si smaterializza sulla strada. Quasi gli avrei dato gli occhiali da sole da quanto mi senta di ringraziarlo, per poi realizzare che “forse meglio di no”.
Regaliamo quindi una moneta italiana alla signora, che fa collezione di soldi dal mondo. Lei senza se e senza ma, ci porge una ciotola dove si trovano delle monete da cinque Yen, quelle d’oro con il buco, con uno spago colorato. Ci fa segno di prenderne una a testa, un porta fortuna.

Usciamo dal locale e siamo senza parole, troppi buoni gesti in così poco tempo, senza spiegazione apparente dal punto di vista di Gaijin quali siamo noi.
Penso forse, uno dei ricordi più belli di questo viaggio, e un’altra di quelle esperienze che del Giappone mi hanno fatto innamorare pazzamente.

Per finire il tour a Kawagoe, veniamo attirati dal famoso Hikawa-shrine. Un piccolo tempio che si trova a pochi km dalla Candy Alley.
Decidiamo di farcela a piedi, perché non c’è modo migliore di scovare scorci incredibili di quotidianità giapponese.
Il tempio è molto carino è dedicato all’amore ed è composto da più spot per essere benedetti. Per esempio, ci sono due piante di zelkova che hanno almeno 600 anni, e percorrendo un giro attorno ad esse, a forma di 8, si dice che le tue capacità spirituali vengano affinate.
Poi c’è il tunnel di Ema, le tavolette votive in legno, dove si possono lasciare i propri desideri al vento, così che gli spiriti possano prendersene cura.
Gli omikuji a forma di pesce rosso, devono essere pescati, per stabilire la propria sorte e poterla migliorare nel caso fosse sfortunata.
I rituali da compiere sono davvero tanti, e qui l’amore non può certo sfuggire!
Rimane però il primo dell’anno, quindi la calca di gente si fa sentire, tutti intenti a comprare porta fortuna e a pregare gli dei perché quanto richiesto avvenga.
Non possono mancare bancarelle di street food tutte intorno al tempio: frutta ricoperta di cioccolato, noodles, okonomiyaki…. ma noi dobbiamo trattenere la fame per quello che ci aspetterà poi.
E nonostante il caos, rimane tutto pacato e silenzioso, nel rispetto di tutti. Incredibile!

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