Contrasti a Tokyo

Nuova mattina, nuovo sole, nuova giornata di scoperte.
Tante mete oggi, tutte diverse tra loro.
Cominciamo dirigendoci verso un quartiere particolare: Yanaka. Viene spesso citato accanto ad Ueno nelle guide, ma se i tempi sono corti si tende ad accantonarlo. Il che è un peccato, perché si tratta di una zona davvero caratteristica.
Innanzitutto è pieno di gatti, gatti ovunque che camminano allegri e soddisfatti, noncuranti dei passanti. La pace che regna in questo quartiere è qualcosa di unico, forse anche perché la maggior parte delle strutture che si possono avvistare camminando sono…lapidi. Ebbene sì. Yanaka è famosa per il grande cimitero che la occupa, infatti il navigatore ci fa camminare per una ventina di minuti buoni tra le incisioni e i fiori ai defunti, ma con il sole di oggi e le pietre chiare, non possiamo che ammirare il paesaggio.

Si tratta di un quartiere storico, quindi l’esplorazione ci fa scovare antiche botteghe e piccoli templi. Incredibile una zona del genere a pochi passi dai quartieri più affollati di Tokyo. E ancora una volta è tutto per noi.

Cambiamo totalmente zona e ritmo, e ci catapultiamo ad Akihabara per pranzo.
I colori ci travolgono e i jingle sono ad ogni angolo. Prima di tutto ci gettiamo in un locale che serve Abura-soba. Dopo la fila alla macchinetta, armati di bigliettino, veniamo serviti, e come ogni volta mi viene l’acquolina in bocca solo al pensiero.
A pancia piena si pensa meglio, quindi è il momento degli acquisti. Con tutti i gadget degli anime più famosi, vogliamo anche noi trovare qualcosa da portarci a casa, e così facciamo.

Prima di cambiare di nuovo aria, d’obbligo è uno stop in un maid cafè. La prassi ormai la conosciamo: vicolo, ascensore e le porte si aprono in un fantastico locale rosa.
Questa volta meno affollato. Veniamo accolti con entusiasmo e accompagnati al tavolo. “Meow Meow”, e la cameriera arriva: il gelato per merenda è stato ordinato!
Le luci si abbassano, i ragazzi giapponesi in prima fila sono tutti attenti ed emozionati.
E one, two three…si scatenano le ragazze, in preda a quello che sembra un attacco epilettico in piena regola, urlando a squarcia gola una canzone dalle rime a noi sconosciute.
Per noi occidentali non abituati, uno spettacolo del genere fa sorridere, ma dagli occhi a cuoricino dei nostri vicini capiamo che si tratta di qualcosa di più.
Ci vengono messe delle orecchie da animale di peluche quindi ora sono un coniglio, e finalmente arrivano i gelati. Dalle foto potete capire anche voi perché l’attesa sia stata infinita.

Ma il pomeriggio non è ancora concluso, perché qualcosa di magico ci attende!

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