Lanterne Fluttuanti

Nulla (o quasi) è dovuto al caso in questo viaggio, e la nostra prossima tappa è ad Odaiba, dove ci aspetta la mostra del TeamLab Borderless!

L’ultimo tratto lo si percorre a bordo di una monorotaia sopraelevata, lasciando scorgere l’oceano e il bellissimo Rainbow Bridge, illuminato dal sole, che ci conduce sull’isola artificiale di Odaiba, e che al ritorno ci regalerà un fantastico spettacolo di luci e colori.

Tra le molte attrazioni che si possono osservare dalla nostra ordinata carrozza, ecco il grande Gundam, simbolo dell’isolotto giapponese. Arrivati alla nostra fermata ci ritroviamo in una specie di centro commerciale, e attraversando un autosalone (?), ecco lì una coda da paura di gente che attende il proprio turno per entrare.
OK. Non ci aspettavamo un’affluenza del genere, soprattutto avendo acquistato in anticipo il biglietto d’ingresso, ma la pazienza è la virtù dei forti, e ci mettiamo in fila.

Dopo aver depositato gli zainetti per comodità, cominciamo il tour. Apprendiamo che ognuno è libero di girare come gli pare e piace, e che non esiste alcun tipo di piantina del luogo. L’ambiente che ci circonda è in penombra, dalle pareti soffici e dagli ingressi nascosti, il che significa che se non prestiamo attenzione, qualche stanza potrebbe sfuggirci.

Ogni zona ha un tema diverso, spiegato all’ingresso, ognuno differente.
La prima stanza è cosparsa di girasoli, con proiettori ovunque che creano belle illusioni sulle pareti, di petali in movimento, con esplosioni di luce e scie di immaginarie rondini.
Un’altra affascinante stanza consiste in un piccolo labirinto che si districa tra colonne di luce che penzolano dal soffitto, che si illuminano di intensità e velocità diverse, creando un’illusione pazzesca, quasi fossimo nello spazio.

Foto di Gianluca Guetti

Ci sono anche stanze più interattive, con palle giganti e colorate alle quali gettarsi addosso, colline sensibili alla pressione, dove ad ogni passo sboccia un fiore, e tantissimi altri stop, come la rete sospesa sulla quale ci si deve sdraiare, per godere di un cielo stellato che riuscirà senz’altro ad emozionarvi.

Foto di Gianluca Guetti

La stanza più bella, e più famosa mica per niente, è quella delle lanterne fluttuanti, che cambiano continuamente colore, con le pareti ricoperte da specchi, così una volta dentro sembra che la magia sia infinita. Per questa stanza c’è un’altra piccola (ma neanche tanto) coda da rispettare, ma il tempo lo abbiamo e non possiamo andare via senza prima esserci fermati anche qui.

E così ci avviciniamo di nuovo a salutare il Giappone, lasciandoci cullare dall’ultima notte in un paese dove anche le ombre sembrano magiche.

 

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